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Giusti rilievi e qualche doverosa precisazione

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Premesso che il sindaco ha postato, sulla sua pagina facebook, la promessa di adire le vie per inserirsi nella proposta di Benevento e Brindisi per il riconoscimento Unesco della Via Appia, dopo la mia "provocazione", per le stesse vie, perchè di suo, Valente, non sa metterci nulla; non ci ha mai messo nulla di suo; considerato che in quel post ha prodotto una valanga di bugie, della serie: "e non a caso ne abbiamo fatto un punto centrale delle nostre azioni aderendo al circuito Appianet, partecipando con iniziative locali all’Appia Day e, ancor prima, ospitando a Gravina il giornalista Paolo Rumiz (in foto, ospite in Comune) che col suo reportage ebbe il merito di riaccendere i riflettori sulla Regina Viarum", non ha fatto riferimento, per esempio, all'anno successivo, quando il giornalista Rumiz tenne un incontro nei pressi dell'Anfiteatro di Fondovito e lui risultò assente, come anche qualcuno dei suoi delegati rimpastati. Ha dimenticato di fare riferimento alla vicenda Unesco-Matera- siti rupestri, quando doveva recarsi a Roma insieme all'architetto Laureano e il professionista, consulente Unesco, si vide costretto ad affrorntare da solo la delicata vicenda, perchè lui fece il disertore. Comunque, nell'uno o nell'altro caso, c'è un denominatore comune tra i due episodi Unesco: che Gravina non riesce mai ad essere originale, cerca sempre di attaccarsi al carro di altri proponenti, andando, come suole dirsi, a rimorchio. Un'ultima annotazione. Il sindaco di Brindisi, intervistato dal TG3 Puglia, commentando il deliberato del suo esecutivo, ha menzionato Benevento, comune che ha già deliberato nel senso del possibile riconoscimento alla Regina Viarum,ed ha auspicato che analogo passo venga fatto anche dal sindaco di Roma. Non so se ha dimenticato o ha ignorato, volutamente, altri comuni che potrebbero o avrebbero dovuto intraprendere una simile iniziativa, ritenendo inifluente la loro presenza e accreditando solo i comuni capoluoghi. Le affermazioni del primo cittadino brindisino lasciano dei dubbi. Forti e sostanziali.

Questo è un commento di " C’era una volta l’UNESCO"