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Storia, Uomini e luoghi

1918 - 2018: CENT’ANNI DALLA FINE DELLA GRANDE GUERRA

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L’anniversario dei cent’anni della prima guerra mondiale ricordato dalla Fondazione Ettore Pomarici Santomasi che ha allestito una mostra inaugurata domenica scorsa con un incontro durante il quale si è riflettuto sulla pubblicazione “Gravina - tra crepuscolo giolittiano e grande guerra 1909/1919” di Amedeo Visci.

A relazionare il Prof. Michele Moretti che ha catalogato quella guerra come l’ultima dell’’800 in cui si combatteva con le spade e la prima del ‘900 in cui ci si è ritrovati ad usare i fucili, le mitragliatrici che i soldati neanche conoscevano considerato anche l’alta percentuale di analfabetismo.

L’autore del libro, nel suo intervento ha posto l’accento sull’inadeguatezza del Gen. Cadorna che con i suoi stolti ordini e le tattiche suicide causò la morte di tanti italiani, il disastro di Caporetto è un esempio.

Così come sta avvenendo in diverse parti d’Italia, il dott. Visci ha fatto un appello all’amministrazione comunale affinchè cancelli il nome sia al piazzale che alla via intitolata ad un personaggio odiato in guerra e detestato in pace.

Altra provocazione dell’autore, appena accennata, la mancanza di manutenzione al monumento ai caduti posto in villa, uno dei migliori in Italia.

La mostra, visitabile presso il Museo civico -piazza Benedetto XIII - fino al 24 maggio, ci riporta alla vita dell’epoca: ci sono parecchi attrezzi infermieristici a dimostrazione del frequente ricorso alle medicazioni da parte dei soldati.

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